“….Una pittura che Claudia Bellocchi rende concreta su due assiomi: vedere con gli occhi e percepire con l’anima. Con gli occhi raccoglie gli stimoli della realtà che la circonda, mentre è l’anima che elabora la gioia e la malinconia, per affrontare con audacia la superficie della tela, per una raffigurazione primaria dello spazio interiore, alternando tele con spazi mono e multi cromatici, a stesure di puro colore sovrapposte ad immagini emulsionate. Nei lavori dedicati a Buenos Aires, la concretezza della pittura si coniuga con la fotografia, mentre nella serie del Mondo delle Ombre è la sola pennellata a dare ampio sfogo al primordiale inconscio dei sogni, con forti rimandi tribali che si rincorrono tra le ricche suggestioni di una ricerca “antropologica”….”. (Leggi tutto... )
Gianleonardo Latini, critico y periodista de arte, Roma, febbraio 2010

“…..Appartenente all’ultima generazione di pittori giovani, talentuosi, inediti, impetuosi e pieni di vitalità creativa, Claudia Bellocchi ne rappresenta uno degli esponenti più interessanti. L’artista, sebbene molto giovane, è giunta alla sua piena maturità. Espressiva, emotiva, trasmette le sue emozioni, i pensieri e i sentimenti con toni di passione e di compassione; multiforme, travolgente, vertiginosa e fantastica, ci trasporta nel suo mondo che non conosce barriere geografiche né piani esistenziali….” (Leggi tutto...arg ita)
Francisco Salerno, collezionista e proprietario del Barbaro, Buenos Aires, marzo 2010

“….Claudia Bellocchi, le cui opere, intrise della passione per Buenos Aires con i suoi simboli storico-culturali, riflettono quello sguardo coinvolto e rivelatore del nuovo che sfugge all’occhio di chi è nato e cresciuto in questa città perché vissuto come consueto quotidiano…..Con le sue frequenti visite in Argentina, Claudia Bellocchi ha dimostrato pienamente che l’arte non ha frontiere, rendendosi essa stessa un veicolo di comunicazione che meglio unisce l’essere umano a prescindere dalla sua provenienza. E’ quindi significativo che la sua esposizione si svolga durante la seconda metà del mese di Maggio, periodo che coincide con il momento culminante delle manifestazioni dedicate alla commemorazione dei primi duecento anni del nostro giovane Paese, la Repubblica Argentina” (Leggi tutto...arg ita)
Nancy Sosa , coordinadora del Club de Arte Latinoamericano – COPPPAL Buenos Aires, maggio 2010

“Vivere l’Italia (suo paese di origine) e Buenos Aires, ha portato l’artista Claudia Bellocchi a una dimensione di coscienza universale che, attraverso i suoi viaggi e la sua ricerca interiore ha potuto esprimere in un linguaggio fluido e personale. Ciò rappresenta per l’artista la possibilità di comunicare con totale pienezza i suoi più veri sentimenti. La Municipalità di Vicente Lòpez è orgogliosa di condividere il talento di questa artista nella Sala di Arte della Casa Municipale della Cultura, spazio che sempre è stato dedicato a maestri di grande sensibilità”. (Leggi tutto... ita)
Héctor Leni, Dipartimento di Arti Visuali della Municipalità di Vicente Lopez Buenos Aires, ottobre 2010

“Claudia mantiene della sua formazione europea le sfumature ed i colori, incorporando segni e altre tecniche derivanti dall’esperienza di un continente giovane ed inserendosi nella sua tradizione (molto antica in se stessa e viva ), aggiungendo in più una connotazione simbolica….. È proprio là, nello spazio limitato del quadro, che tutto accade ed è là che il suo stile invita ad immergersi in questo, arabeschi che si convertono in vortice, la figura umana usata simbolicamente come dimensione fantasmagorica, la composizione che rivela l’ambiguità di risiedere in due mondi simultaneamente. Alcune rappresentazioni producono immagini la cui potenza e libertà irrompono indelebilmente nello spettatore fino a creare un ponte tra l’Italia e la sua figlia in America. (Leggi tutto...arg ita)
Osvaldo Mastromauro, direttore del museo Yrurtia Buenos Aires_ novembre 2010

“Senza steccati si prospettano infatti le fatiche di quest´artista di due mondi alla conquista pennello in resta di consensi all´ombra del "Cupolone" che l´ha messa alla luce e dell´Obelisco che la vede di casa in una Buenos Aires megalopoli dalle 55 etnie a monte di realtà tanto contrastanti con, quanto analoghe a, quelle del Belpaese. Universalità sottotraccia nel retaggio di pulsioni e di cultura caratteristicamente "rioplatense," a un tempo locali e in sintonia con il resto del mondo. Le immagini della Bellocchi - informale sottobraccio a figurativismo - fanno l´impressione di cogliere il qui e ora, l´"hic et nunc," e di mostrarlo come accenni a un corteo di maschere nella commedia dell´arte che è la vita dovunque, a prescindere delle apparenze di diversità.” (Leggi tutto...arg)
Romano Martinelli, critico (Tribuna Italiana n. 1382 del 30 dicembre 2010) Buenos Aires_ dicembre 2010

 

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